Aprire o gestire una struttura ricettiva extralberghiera significa affrontare un percorso regolato da procedure amministrative ben definite. È importante distinguere tra i diversi passaggi:
- SCIA Commerciale: è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività che si presenta al Comune per avviare l’attività. Serve a dichiarare la conformità della struttura ai requisiti edilizi, igienico-sanitari e di sicurezza. Senza SCIA non si può iniziare a operare.
- Classificazione regionale: una volta avviata l’attività, la struttura viene inserita nella banca dati regionale e riceve una categoria (ad esempio 1, 2 o 3 stelle per gli affittacamere, oppure categoria unica per B&B e altre tipologie). La classificazione serve a garantire trasparenza verso i turisti e uniformità sul territorio.
- Requisiti minimi: ogni tipologia di struttura (B&B, case vacanze, affittacamere, ostelli, country house, rifugi, ecc.) deve rispettare standard specifici di spazi, dotazioni e servizi. Il mancato rispetto comporta sanzioni o la perdita della classificazione.
Gestire correttamente questi tre aspetti – SCIA, classificazione e requisiti – è fondamentale per evitare errori, contestazioni e blocchi dell’attività.
Classificazione delle Autorizzazioni strutture ricettive extralberghiere
Strutture soggette a semplice comunicazione (Comune)
Sono attività di ospitalità gestite in forma più semplice, che richiedono solo una comunicazione preliminare al Comune. Non hanno organizzazione complessa e si basano sull’utilizzo di immobili adibiti ad abitazione.
Esempi:
- Bed & Breakfast (con residenza del titolare)
- Alloggi per uso turistico (gestione occasionale, max 2 appartamenti)
- Studi di ospitalità familiare (ospitalità senza servizi aggiuntivi)
Strutture soggette a iter autorizzativo comunale e classificazione regionale
Sono considerate vere e proprie imprese turistiche. Richiedono la presentazione della SCIA e vengono inserite nella banca dati regionale con una categoria ufficiale. Devono rispettare requisiti minimi di spazi, dotazioni e servizi.
Esempi:
- Guest house / Affittacamere (max 6 camere, fino a 3 categorie)
- Case e appartamenti per vacanze (da 1 a 2 categorie, gestione imprenditoriale da 3 unità in su)
- Country house / Residenze di campagna (max 30 posti letto, in contesti rurali)
- Ostelli imprenditoriali (ospitalità collettiva per famiglie e gruppi)
Strutture ricettive a finalità sociale e culturale
Sono attività gestite da enti, associazioni o organizzazioni senza scopo di lucro, con finalità educative, culturali, religiose o sociali. Richiedono autorizzazione e rispettano requisiti specifici di accoglienza.
Esempi:
- Ostelli per la gioventù (ospitalità temporanea per giovani e gruppi)
- Case per ferie (ospitalità per gruppi, colonie, case religiose)
- Case del camminatore (ospitalità lungo i cammini regionali, spesso con formula del donativo)
Strutture ricettive in contesti naturali
Sono destinate a escursionisti e turisti in aree montane o rurali, con funzioni di ricovero, ristoro e sicurezza.
Esempi:
- Rifugi montani (oltre i 1000 metri, con locali di ricovero di fortuna)
- Rifugi escursionistici (in zone collinari o parchi naturali, sotto i 1000 metri)